Ancora una novità
Armando Verdiglione, Il gerundio della vita, Spirali 2024
Proseguendo nella sua elaborazione della clinica, Armando Verdiglione ci regala un altro testo ricchissimo, Il gerundio della vita, incentrato sulla nozione di “gerundio”, non solamente come verbo, ma come traccia e indicazione per l’itinerario di qualità di ciascuno. Gerundio è facendo, parlando, viaggiando, leggendo, scrivendo, escludendo l’”io voglio” e dissipando quanto il soggetto sottende o sottintende lungo il viaggio della vita. Con il gerundio, come sottolinea Armando Verdiglione, ecco l’occasione, e la percezione che nessuno riesce a ostacolarla, nessuno obbliga a una costrizione apagogica. Con il gerundio, ancora una novità, ancora un incontro con l’Altro, ancora un’interlocuzione, e nessuna idea precostituita dell’Altro. Con il gerundio, nessuna occupazione dell’intervallo, nessuna idea del tempo, e nessuna idea di morte, avendo sempre ben chiaro che la vita in atto non si lascia mai mortificare e non si lascia annullare. Chi non accetta il gerundio della vita, la sua rivoluzione, la sua procedura per integrazione è, in realtà, disarmato. Parodiando Niccolò Machiavelli, è invece armato chi dimora nella parola, nella vita originaria. Armando Verdiglione, con questa nuova accezione di “gerundio” e con questo libro, ci offre dunque nuovi strumenti, che lui chiama “armi”. Una di queste, quasi un esergo al testo, ma che ritengo essenziale citare, è che facendo secondo l’occorrenza non c’è mai istante che sia ultimo.