La pandemia come asterisco

Cifrematica della pandemia di Armando Verdiglione

 Armando Verdiglione, non sottraendosi mai a nessun argomento e a nessuna provocazione postigli dall’epoca, ha affrontato, sempre lungo l’elaborazione e con gli strumenti della cifrematica, e con particolare attenzione agli aspetti linguistici della questione, anche quelli postigli della pandemia da Covid 19. Consegnare quanto accaduto nei cinque anni dal 2019 al 2023 alla cronaca mediatica, alle valutazioni, sempre estremamente parziali e ideologiche, della politica, e a quelle della biologia e della medicina, settoriali anche se in quella fase indispensabili, sarebbe stato fare un grave torto a quanto di fondamentale attiene alla narrazione. Perché la pandemia è stata finora descritta con quelle parole, perché sono stati usati quei lessemi? Potrebbe essere avviata una narrazione differente, con altri lessemi, non necessariamente opposta a quella corrente ma che tenga conto del dato linguistico? Nel libro Verdiglione afferma: “Non faccio della pandemia oggetto di studio, non sto a spiegarla o a dare ad essa un valore e una significazione, o a commentarla. Questa pandemia è studiata e sarà studiata per decenni, per secoli. Lasciarla all’idea di peste sarebbe lasciarla all’idea di fine di ogni cosa, a un’idea di unisono emanante dalla tenebra.  Invece la analizzo, e colgo nelle enunciazioni che la riguardano quel che non evita ma rileva l’essenziale della vita, della parola. La pandemia è asterisco di costellazioni linguistiche e segnale di adiacenze strutturali: la lingua della pandemia è la lingua della parola, la lingua analitica, la lingua della clinica.“

CIFREMATICA DELLA PANDEMIA di Armando Verdiglione, Spirali Edizioni 2022

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