Una analisi da cifrematico

Leggendo DANIEL PAUL SCHREBER di Armando Verdiglione

Daniel Paul Schreber

di Armando Verdiglione

Spirali edizioni

Opinione di Carlo Marchetti

 

Un libro straordinario, questo Daniel Paul Schreber di Armando Verdiglione, che occorre leggere, per provare a intendere cosa siano state, e siano ancora, l’attribuzione di malattia mentale e l’istituto della manicomializzazione. Negli anni fra Ottocento e Novecento Daniel Paul Schreber, magistrato tedesco presidente della Corte di Appello di Dresda, scrisse Memorie di un malato di nervi, che hanno avuto grande eco presso tanti psicanalisti, psichiatri, medici, a partire da Freud fino ai giorni nostri. Le Memorie sono la testimonianza degli anni trascorsi da Schreber negli istituti psichiatrici, con tre ricoveri, dove fu sottoposto a terribili terapie con farmaci che venivano sperimentati su di lui, isolato in celle di contenzione, subendo anche un tentativo di interdizione che riuscì a sventare. Chi ha commentato le Memorie di Schreber le ha considerate spesso il libro di un “pazzo”, tanto che la letteratura intorno a lui è risultata finora una letteratura contro di lui. Con questo libro, invece, Armando Verdiglione, con un’analisi da cifrematico, psicanalista, scrittore, questa volta anche da storico che ha letto i testi delle perizie psichiatriche contro Schreber, coglie dal suo scritto anche aspetti di politica e di diplomazia, di strategia e di regia relativi alla sua vicenda e all’interlocuzione con l’ambiente del suo tempo, e non soltanto di critica alla psichiatria o all’ideologia tedesca. La lettura del testo di Daniel Paul Schreber è pertanto la restituzione in qualità di un testo originario e assoluto, quasi un palinsesto della civiltà della vita, nella sua particolarità e nel suo valore.

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