L’opera di Van Gogh tiene noi dinanzi
Vincent Van Gogh
di Armando Verdiglione
Spirali edizioni
Opinione di Carlo Marchetti
Vincent Van Gogh è probabilmente il pittore della modernità di cui più si è parlato negli ultimi decenni, più si è discusso, più sono stati scritti libri da “esperti” e pubblicati cataloghi d’arte e collane. Recentemente, la sua immagine è diventata anche icona in campagne pubblicitarie. Le sue opere, sempre più inserite in musei e sempre meno affidate al mercato, quando entrano comunque in aste raggiungono quotazioni inimmaginabili. Eppure, per decenni, soprattutto lui vivente, vennero quotate pochissimo rispetto al loro valore. La sua fama crebbe insieme alle notizie sulla sua vita, di cui si sono evidenziati aspetti di povertà economica e quelli inerenti la sua supposta malattia mentale. Occorreva questo formidabile libro di Armando Verdiglione per rovesciare questa narrazione partendo dai suoi stessi scritti, soprattutto dai carteggi con il fratello Theo, e scoprendo così un altro Van Gogh, scrittore di valore a sua volta, autore di riflessioni straordinarie, ricco di progettualità riguardo alla propria attività e testimone del suo tempo. “La vita non è lunga per nessuno e la sola questione è di farne qualcosa.” “Quel che io cerco di ottenere non è di essere capace di disegnare una mano ma il gesto, non di disegnare una testa matematicamente corretta ma la grande espressione.” Nel libro avvengono la lettura e l’analisi dell’opera di Vincent Van Gogh riguardante soprattutto gli ultimi anni trascorsi a Neunen fino ai periodi di Anversa, Parigi, Arles, Saint-Rémy e Auvers. Aggiunge Verdiglione: “Non abbiamo tenuto l’opera di Vincent Van Gogh dinanzi a noi per specchiarci, guardarci, osservarci; è l’opera di Vincent Van Gogh che tiene noi dinanzi, ci attira nella sua attenzione, nel suo orizzonte, nella sua direzione.”
Il testo è corredato da QRcode attraverso cui si possono ammirare centinaia di opere dell’immenso pittore.